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martedì 6 novembre 2012

QUANDO LA MUSICA TI SALVA LA VITA: LA STORIA DI MELODY GARDOT

 

Aveva solo diciott'anni Melody Gardot quel giorno che, andando in bicicletta, fu investita da un grosso fuoristrada che non aveva rispettato un semaforo rosso.
Ed ecco che il mondo non lo vede più, la sua vita all'improvviso si spegne: la rottura del bacino, i danni neurologici ed alla spina dorsale la inchiodano in un letto d'ospedale dove rimarrà distesa per un anno intero. Difficoltà nel parlare, ipersensibilità alla luce e ai suoni... Melody descrive sè stessa in quel periodo come "una specie di vegetale".
 
E' proprio allora che un angelo, travestito da medico, decide di provare su di lei la musicoterapia. Un anno è lungo e si comincia con piccoli passi: prima inizia a canticchiare a bocca chiusa, poi a registrare la sua voce, poi arriva la chitarra e l'iniziare a scrivere. La musica riporta piano piano Melody alla vita: anche se è costretta per anni ad indossare un apparecchio tens che le rilascia scariche elettriche per alleviare il dolore ed a portare gli occhiali scuri per riparare gli occhi dalla luce.
Ma la sua musica viene notata da una stazione radio che la incoraggia a produrre un demo che approderà ai discografici della Universal Records.

 
 
 
Oggi Melody si è ripresa la sua vita: è diventata una stella di prima grandezza nel panorama musicale emergente, gira il mondo per raccontare la sua storia presso università ed ospedali, sostenendo con tutte le sue forze i benefici della terapia del dolore,  essendone lei stessa un manifesto vivente.
La guerra contro il dolore continua a combatterla quotidianamente, ma la potente arma della musica la rende vincitrice ogni giorno.
 
 


venerdì 6 aprile 2012

ORE 03.32 - 6 APRILE 2009



E' Venerdì Santo ma oggi Gesù non è solo:
appese sulla croce insieme a lui ci sono anche tutte le vittime del terremoto dell'Abruzzo, nello stesso giorno in cui commemoriamo la Sua morte ed i tre anni che sono trascorsi da quel 6 Aprile del 2009.

Oggi è giorno di memoria, oggi è giorno di preghiera.

giovedì 1 marzo 2012

LUCIO DALLA




LUCIO DALLA lo incontrai la prima volta nel 2009 nella sua Bologna.

Era la mia missione: verificare che nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino e riuscire finalmente a vedere chi ti ha accompagnato per tanti anni con la sua musica.

Nel 2010, sempre ad "Arte Fiera", mentre parlavo con un gallerista bolognese, il gentile signore mi fa: "Le posso presentare Lucio? ". Mi giro e me lo trovo lì, piccolino più di me che mi stringe la mano e si mette a chiacchierare con me di arte contemporanea e dei quadri esposti. Irreale.

Qualche mese dopo, in estate, ha tenuto un concerto nella mia città ed ha raccontato di quand'era bambino che ci veniva con la sua mamma, una sarta che vestiva le signore.

E poi l'anno scorso... ancora nella sua Bologna, sotto il mio albergo in Via delle Drapperie, nella zona di tutte le botteghe tipiche di Bologna, che chiacchierava tranquillamente con ogni persona che lo avvicinava, uno del popolo, senza tirarsela, gentile in mezzo a tutti.

Non riesco a pensare di tornare a Bologna e di non incontrarlo, non riesco a credere che oggi se ne sia andato così in silenzio, discretamente così com'è stata tutta la sua vita.

Mi resteranno le sue canzoni a parlarmi di quella felicità che non si sà su quale treno della notte passerà, del dolore che ci cambierà e dell'amore che ci salverà; quell'amore così grande che ti fa dire "tu non mi basti mai" e di quel cuore invitato ad aprirsi e a farsi sentire.

Ma quello che davvero rimarrà come il tuo più grande insegnamento è la fiducia nel futuro:

Aspettiamo che ritorni la luce
di sentire la voce
aspettiamo senza avere paura...
DOMANI.


Ciao Lucio, grazie per aver accompagnato la mia vita con la tua musica, rendendola più bella.
E scusami se oggi faccio un po' fatica a trovare le parole giuste per omaggiarti. Magari uso le tue:

"Se tutte le stelle del mondo, ad un certo momento, venissero giù... tutta una serie di astri, di polvere bianca scaricata dal cielo, ma il cielo senza i suoi occhi non brillerebbe più..."

Sono certa che da oggi brillerà un po' di meno.

domenica 12 febbraio 2012

LA MORTE DI WHITNEY HOUSTON




Con l'uscita di "Million Dollar Bill" sembrava fosse risalita.
E, invece, Whitney Houston era ancora in quell'inferno nel quale era ormai sprofondata da anni.
Si è spenta stanotte, a soli 48 anni, in una stanza d'albergo di Beverly Hills.

Lei è stata la colonna sonora della mia adolescenza, quando il corpo e la mente si trasformano, quando non ti senti più una ragazzina, perchè il cuore comincia a palpitare e si comincia a sognare l'amore.
Whitney è stata il sottofondo romantico delle prime festicciole, è stata il primo bacio. 
Ha rappresentato quanto di più bello i ricordi possano avere conservato di quegli anni indimenticabili che ti fanno sentire che stai entrando nella vita dei grandi.

Oggi con te, è andata via per sempre anche una parte di me.

CIAO WHITNEY


martedì 18 ottobre 2011

NEGRITA - "BRUCERO' PER TE"




In attesa dell'uscita del nuovo album "Dannato Vivere", gli amatissimi NEGRITA tornano con il nuovo singolo "Brucerò per te", uno  struggente brano rock, definito così dalla stessa band:
“Vita vera. Un dolore personale. La vulnerabilità umana incastonata in un brano rock morbido e potente dal quale emerge un lacerante e autentico urlo d’Amore”.  


Un testo veramente intenso.

I Negrita ci hanno regalato un'altra perla.

lunedì 25 luglio 2011

AMY WINEHOUSE

La morte di Amy Winehouse ci rende tutti tristi e tutti poveri.
Una giovanissima vita è volata via per sempre.
Di lei rimarranno l'incredibile voce ed il talento unico di una ragazza che, probabilmente, aveva da sempre avuto ben chiaro che per lei non solo l'amore, ma la vita stessa sarebbe stata "a losing game".
Ciao Amy... ragazza sola.

mercoledì 13 luglio 2011

mercoledì 15 giugno 2011

"LE TASCHE PIENE DI SASSI" VINCE IL PREMIO MOGOL COME MIGLIOR CANZONE DELL'ANNO

Questa la motivazione della giuria:
''Un ricordo rivissuto al presente, un uomo che si rivede bambino davanti alla scuola in attesa della mamma che non potrà più venire a prenderlo, ancora con le sue tasche piene di sassi e con il cuore pieno di smarrimento. Una serie di immagini che è facile veder tremare dietro le lacrime. In questo testo ritroviamo il miglior Jovanotti, vero artista che raggiunge spesso i suoi acuti nei ricordi familiari, che sa trasferire a tutti così come li ha vissuti''.
Ah...Lorenzo... Lorenzo....

mercoledì 18 maggio 2011

TENDA... UN'ALLEGRA BADANTE DA 118

Dunque... ricapitoliamo...
PADRE CON DUE MANI FASCIATE (legamenti recisi e punti di sutura vari)
AMICA DEL CUORE ALLETTATA (intervento allo stomaco con squarcio suturato da tante belle graffette di ferro)

MADRE CON PIEDE GONFIO (distorsione alla caviglia, impossibilità di deambulare senza stampelle)

.... tutti contemporaneamente....
DATEVI NA' CALMATA, EH!!!

lunedì 28 marzo 2011

CASO FORUM: IL VIDEO DELLA RISPOSTA DI RITA DALLA CHIESA

Prontamente, nella puntata odierna di FORUM, dopo tutto il putiferio per la nota vicenda, Rita Dalla Chiesa risponde a tutta la valanga di insulti che le si è rovesciata addosso, in tutti i modi, in tutti i luoghi ed in tutti i laghi.

A voi il giudizio, dopo un paio di mie premesse.

1) POPOLI non è in Provincia de L'Aquila e non è vicina ad Onna.

2) Ciò che la Signora Dalla Chiesa definisce "passaparola su Facebook e su internet", io lo chiamo libertà di informazione e di circolazione di notizie, di tutte le notizie, grazie alla rete. E se anche qualcuno non ha visto la trasmissione al momento (e sono tanti perchè in quell'orario si lavora), vorrei segnalare l'esistenza di YouTube.

martedì 8 marzo 2011

8 MARZO

Essere donna
è il mestiere più difficile.
"Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta.
Che uno dice: è finita.
No, non è mai finita per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare.
Così ogni giorno. E questo noviziato non finisce mai.
E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infili nella tua vita.
Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane.
Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare o che devi cambiare tu per tenertelo stretto.
Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così".
E il cielo si abbassa di un altro palmo. Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua.
In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata.
Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento.
Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine.
Ed è stata crisi e hai pianto.
Dio quanto piangete!
Avete una sorgente d'acqua nello stomaco.
Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino.
Così, improvvisamente.
Non potevi trattenerlo.
E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze!
Lacrime e parole.
Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore.
"Perché faccio così?
Com'è che ripeto sempre lo stesso schema?
Sono forse pazza?"
Se lo sono chiesto tutte.
E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani e saltano fuori migliaia di tasselli.
Un puzzle inestricabile. Ecco, è qui che inizia tutto.
Non lo sapevi?
E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai.
Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.
Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te.
Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa.
Non puoi più essere quella di prima.
Prima della ruspa.
Non ti entusiasma?
Ti avvincerà lentamente.
Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel.
Parte piano, bisogna insistere.
Ma quando va, va in corsa.
E' un'avventura ricostruire se stesse.
La più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo.
Perché tutti devono capire e vedere:
"Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa.
È la primavera a novembre. Quando meno te l'aspetti..."
"Donne in rinascita" - Jack Folla (Diego Cugia)

martedì 18 gennaio 2011

BELLA DA MORIRE

Dopo la notizia della morte di Isabelle Caro, ritratta negli ormai tristemente famosi scatti di Oliviero Toscani per la campagna pubblicitaria di No-l-ita contro l'anoressia, mi è capitato spesso di pensare a Barbara De Rossi ed al suo dimagrimento.
Forse lei ora sarà felice, ma io la preferivo prima.
Adesso sembra ammalata.

martedì 11 gennaio 2011

DAVID NICHOLLS - "UN GIORNO"

... era da qualche anno che non trovavo una storia così potente e così coinvolgente....
Emma e Dexter si incontrano pressochè ventenni, l'ultimo giorno del college, il 15 luglio del 1988. Sono giovani, in attesa di vivere il proprio futuro, pieno di sogni, speranze ed aspettative. "Un giorno" nel romanzo di David Nicholls è sempre il 15 luglio, che verrà raccontato dal 1988 fino al 2007. Ogni capitolo è il resoconto di quello che è successo ai due protagonisti, Emma e Dexter (Dex&Em, Em&Dex), in quel lasso di tempo ed in quel giorno specifico di ogni anno: le loro difficoltà, la loro evoluzione di vita, quello che realizzano o non realizzano, i pensieri di due amici che sembrano fatti l’uno per l’altra, ma che non s’incontrano mai. Nei momenti difficili però Emma e Dexter si cercano, si consolano, si provocano come due buoni amici e spesso vien da chiedersi, leggendo la loro storia, perché non si mettono insieme.
Tutto il romanzo è un divenire di questa aspettativa, c'è il crescendo di speranza che ognuno dei due capisca che sono fatti l'uno per l'altra, viene quasi da dirglielo (io mi sono ritrovata a dire ad alta voce a Dexter quello che doveva fare).
E' un romanzo con tutti gli ingredienti giusti: un romanzo d'amore, di coraggio, d'attese, di sentimenti forti, di amicizia, di un velo di malinconia, senza che manchi anche quel pizzico di feroce ironia molto british. E' una storia che induce a pensare anche il lettore e lo conduce a riflettere sulla vita, sulle scelte fatte, sul percorso intrapreso, sui sogni, sui veri desideri.
Una storia toccante e commovente, è un libro bellissimo.
Se amate il genere alla Nick Hornby, scoprirete in Nicholls non un degno erede, ma un comprimario, se non un autore di qualità anche superiore.
Visto che presto diverrà un film (con Anne Hathaway nel ruolo di Emma), leggetelo prima di andare al cinema. Perchè si sà che il libro è sempre meglio, perchè nessuno riuscirà ad imprimere l'immagine che ognuno di voi ha della vostra Emma e del vostro Dexter e perchè vorrei davvero che ognuno di voi potesse incontrarli e tenerli dentro il cuore per sempre.
"Un giorno" di David Nicholls - Ed. Neri Pozza coll. Bloom- pagg. 487 - €. 18,00

martedì 30 novembre 2010

SANTO SUBITO

Caro OKI,
grazie per essere stato il mio conforto e la mia droga in questi ultimi otto giorni.
Strafatta di te, mi hai aiutata con l'ascesso al dente e mi hai concesso 3/4 orette buone di sonno per notte.
Ketoprofene io ti amo.

venerdì 26 novembre 2010

SABATO 27 NOVEMBRE: GIORNATA NAZIONALE DELLA COLLETTA ALIMENTARE 2010

Domani, in una fittissima rete di supermercati (c'è anche il vostro, quello abituale, tranquilli), troverete all'ingresso dei gentilissimi volontari del Banco Alimentare che vi porgeranno una simpaticissima busta gialla, pregandovi di metterci dentro qualcosa, tra ciò che acquisterete, da destinare alla raccolta a favore dei poveri.
Dal 1997, l'ultimo sabato di Novembre è dedicato a questa bellissima iniziativa di solidarietà, di cui personalmente vedo frutti e distribuzione nella mia città.
E' un momento socialmente drammatico questo che stiamo vivendo, c'è una povertà in inarrestabile crescita: c'è tutta una serie di nuove realtà di disagio che hanno creato quasi degli status sociali (separati, famiglie monoreddito, cinquantenni disoccupati, lavoratori in cassa integrazione, malattie serie in famiglia che necessitano di cure costose, non o solo parzialmente a carico del servizio sanitario nazionale).
Questo è un piccolo gesto. In fondo, per noi che in questo momento siamo dei privilegiati, cosa sarà mai aggiungere un pacco di pasta in più, o una bottiglia d'olio, o una scatola di pelati alla spesa che faremo domani?
Un giorno, ognuno di noi potrebbe trovarsi dall'altra parte.
Pensateci domani.
Ma so che non dovrò raccomandarmi più di tanto, perchè voi siete fantastici.
GRAZIE.

martedì 2 novembre 2010

UN PICCOLO GRANDE ATTO D'AMORE

Qualche mese fa vi ho raccontato la storia di ANJANA e del suo arrivo nella mia vita.

Ci sono tantissimi bambini che potrebbero entrare anche nella vostra e cambiarla per sempre.

Tendallegra sostiene SAVE THE CHILDREN ed invita anche i suoi lettori a farlo.

Ho sempre pensato che i miei non siano comuni e distratti posatori di occhi su pagine web.... io ho i MIEI FANTASTICI LETTORI... e sono certissima del fatto che non ci penseranno su nemmeno un secondo per mandare un sms al 45503, figuriamoci poi impegnarsi con soli 25,00 Euro mensili realizzando un progetto d'amore su un bambino.

Non saranno soldi buttati.

Saranno quelli meglio investiti della vostra vita.

Pure meglio dell'acquisto di un paio di scarpe.

E se lo dico io....

P.S.: Il 1° Ottobre Anjana ha compiuto nove anni.

giovedì 21 ottobre 2010

"FRANCESCO NUTI... E VENGO DA LONTANO"

Da diversi anni è caduto il silenzio su Francesco Nuti.
Note ai più sono le sue vicissitudini umane, i problemi di salute.
Ed anche un silenzio assordante che ruota intorno alla sua persona, quasi a voler parafrasare "Madonna che silenzio c'è stasera", titolo di un suo famoso film che oggi, a distanza di tempo, suona quasi come profetico.
Ora, il Festival del Cinema di Roma, dedicherà all'attore e regista (che, dopo essere sopravvissuto al coma e ad un delicatissimo intervento, da tempo non riesce più a parlare) un documentario ("FRANCESCO NUTI... E VENGO DA LONTANO") di Mario Canale, una vera dichiarazione di affetto sincero, un abbraccio da parte del suo pubblico, dei suoi amici e di chi non l'ha dimenticato.
E siamo tantissimi.
Forza Checco.... non mollare.
Vi suggerisco la lettura di questo commovente e bellissimo articolo.

mercoledì 4 agosto 2010

"DONNE IN RINASCITA"

"....Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia.
Per chi la incontra e per se stessa..... "