mercoledì 8 luglio 2009

IL G8 IN ABRUZZO

Oggi i potenti del mondo arriveranno tutti qui.
I riflettori saranno puntati ancora una volta sull'Abruzzo, teatro del summit.
Francamente sono ancora lontana dal capire il senso di tutto questo.
Perchè spostare il vertice da La Maddalena a L'Aquila?
Forse perchè se si vede coi propri occhi la ferita inferta dalla terra sembra più reale?
Non lo so, non capisco. Ci ho provato, non ci riesco.
L'unica cosa reale è che tutto il territorio abruzzese è blindato, strade, autostrade, comunicazioni. Ci sono problemi con i cellulari e con le radio.
Ci saranno tiratori scelti appostati sui viadotti della A24, ogni pezzettino d'asfalto è presidiato, i terremotati sono praticamente sotto sequestro nelle 143 tendopoli, non si esce e non si entra.
In questo momento non capisco. Ma forse capirò.
Forse servirà per non togliere l'attenzione da un capoluogo di Regione praticamente raso al suolo, forse servirà per la ricostruzione, forse aiuterà in una più veloce sistemazione dei terremotati che vivono nelle tende.
Già....le tende.
Questa è un'altra cosa che non capisco.
Perchè come situazione provvisoria non sono stati utilizzati container o strutture in legno, per poi passare ai moduli abitativi da costruire?
Perchè a L'Aquila (10 mesi di freddo e 2 di fresco) la gente deve stare in tenda?
In questo momento non capisco, ma forse capirò.
Pensare di avere BARACK OBAMA ad una manciata di Km e non poter andare a vederlo, ad omaggiarlo, come tantissimi vorrebbero fare, in nome di quella speranza di cambiamento che incarna, è surreale. Che ce lo fai venire a fare qui se poi nessuno può avvicinarlo, parlargli, fargli capire cos'è successo davvero in questa parte del mondo?
Francamente nemmeno questa è una cosa che riesco a capire.
Ma forse la capirò.
FORSE.

6 commenti:

babilonia ha detto...

Berlusconi sensibilizza ulteriormente i capi di stato presenti. ha già detto che alcuni di loro, dopo avere visto la catastrofe, parteciperanno alla ricostruzione.
Io invece non capisco a cosa servano incontri simili. Spesso infatti, a fronte di grandi spese organizzative, alla fine non riescono mai amettersi d'accordo su qualcosa

riccardo uccheddu ha detto...

Guarda, Alessia: la mia Sardegna è a terra dal punto di vista del lavoro, delle infrastrutture, della coesione sociale (quella vera, non quella basata su clan o arcaismi simili)ecc.
Non penso però che portare il G8 a La Maddalena avrebbe risolto granchè.
In compenso(!) l'hanno portato da voi, con tutti i problemi che avete avuto col terremoto. Logica, se ci sei batti un colpo!
Il fantasmagorico MERCATO ha causato una crisi che non si vedeva dal crack di Wall Street del 1929...
E questi pensano ancora di risolverla con che cosa? Col mercato. Alleluja!
Certo, prima hanno salvato le LORO banche ed industrie coi soldi pubblici...
A presto!

Tendallegra ha detto...

@Enrico: io spero vivamente che tutto questo possa servire a non spostare l'attenzione su questa catastrofe. C'è anche da dire, però, che i lavori di preparazione al G8, hanno rallentato di mesi quelli della ricostruzione.
Non mi stancherò mai di ripeterlo: bisogna venirci per rendersi conto. Quello che si vede in TV è altro.
Quanto al G8, mi auguro che tutto questo sforzo possa portare dei passi avanti per il miglioramento di questo nostro povero mondo che tanto bene non sta.

Tendallegra ha detto...

@Riccardo: la location per un summit del genere porta con se' sicuramente un indotto con l'arrivo di tutte queste persone, delegazioni, interpreti, media, giornalisti, insomma, dal punto di vista dell'incremento di entrate per un territorio, male certo non fa. Ora, a L'Aquila, più che puntare e non far calare l'attenzione dalla devastazione del sisma, altro non è stato possibile fare. La città è disabitata, la gente è nei campi, le delegazioni sono a Coppito (che è una frazione della città), rinchiusi nella caserma della GdF che in realtà è una vera e propria cittadella, è una scuola di allievi ufficiali, una struttura moderna ed enorme. La gente è nelle tendopoli, lontana. I pochi negozi che erano stati riaperti post-sisma, hanno deciso di chiudere, visto che le zone sono inaccessibili.

Speriamo che almeno riescano a fare scelte concrete e giuste per sistemare un po' le cose: economia, ambiente. Ma quanto altro ci sarebbe da discutere? Ce ne vorrebbe uno al giorno di G8.

riccardo uccheddu ha detto...

Intendevo dire che da noi il G8 avrebbe creato solo qualcosa di extraluxe (megahotel) che sarebbero stati destinati ad un “certa” clientela.
Pensa che la costruzione d’alcune strutture di tal genere è stata affidata all’impresa della Marcegaglia, neanche ad imprese sarde. Imprese che comunque, sono state escluse da parecchie opere.
Ma in quella zona c’è bisogno di ben altro: per es. di mettere a norma i nostri cantieri (non lo è il 70% di quelli sardi) e della strada Sassari-Olbia, che si sta realizzando solo a spizzichi ed a bocconi. E vorrò vedere quando in autunno, si spegneranno i riflettori…
L’”indotto”: tutto vero quel che dici, ma è in fondo limitato al carattere spettacolare e non duraturo del G8 stesso; in linea quindi col tipo effimero ed illusorio dell’economia di quei tipi.
Infatti, i lavori e le strutture di sostegno ai terremotati non subiranno mesi di ritardo?
Sospetto poi (vecchio cagliaritano…) che anche interpreti, guide e parecchio personale al seguito dei neo-monarchi, faccia parte della loro corte.
Scusa le precisazioni, Alessia, che non vorrei ti sembrassero polemiche. Ok?
Comunque, buon mare!

Tendallegra ha detto...

@Riccardo: su questo blog puoi precisare, contestare, essere d'accordo o non esserlo. Qui siamo in terra di pieno confronto, senza nessun tipo di problema. A parte il fatto che il tuo tono non mi è sembrato affatto polemico, ma sia chiaro che Tendallegra è spazio aperto per ogni opinione.
Detto questo....scrivi quello che ti pare caro ed anche se un giorno tu mi facessi arrabbiare io poi ad un sardo perdono tutto...:)