venerdì 9 novembre 2007

LIBERTA' E PLURALISMO


Questi ultimi giorni li ho trascorsi nella commozione e sull'onda del ricordo del grande Enzo Biagi che ci ha lasciati da poco.

Complice la puntata di "Anno Zero" andata in onda ieri sera, mi è tornato alla mente anche quell'editoriale illuminato e straordinario che il giornalista lesse in diretta a "Il fatto", l'indomani dell'ormai tristemente famoso "editto bulgaro".

Molti non hanno un preciso ricordo di quel periodo e di quegli eventi.

Credo fortemente nel valore della memoria, perchè ci aiuta a capire il presente e, se possibile, potrebbe aiutarci a migliorare il futuro. Ho deciso di abbandonare per un attimo la leggerezza di alcuni miei consueti argomenti e riportare qui quelle parole di Enzo Biagi.

E' una lezione di civiltà che merita di essere riscoperta.


LIBERTA' E PLURALISMO



"Non è un gran giorno per l’Italia: per quello che succede in casa e per quello che si dice fuori. A Milano, lo sapete, un piccolo aereo da turismo è andato a sbattere contro il Pirellone [...]. Disgrazia. Ma c’è anche chi all’estero parla di crimine. Da Sofia il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non trova di meglio che segnalare tre biechi individui, in ordine alfabetico: Biagi, Luttazzi, Santoro che, cito tra virgolette, «hanno fatto un uso della televisione pubblica – pagata con i soldi di tutti – criminoso. Credo sia un preciso dovere della nuova dirigenza Rai di non permettere più che questo avvenga». Chiuse le virgolette. Quale sarebbe il reato? Stupro, assassinio, rapina, furto, incitamento alla delinquenza, falso o diffamazione? Denunci. Poi il presidente Berlusconi, siccome non prevede nei tre biechi personaggi pentimento o redenzione – pur non avendo niente di personale –, lascerebbe intendere, se interpretiamo bene, che dovrebbero togliere il disturbo. Signor presidente Berlusconi, dia disposizione di procedere, perché la mia età e il senso di rispetto che ho per me stesso mi vietano di adeguarmi ai suoi desideri. Sono ancora convinto che in questa nostra Repubblica ci sia spazio per la libertà di stampa. E che ci sia perfino in questa azienda che, essendo proprio di tutti, come lei dice, vorrà sentire tutte le opinioni. Perché questo, signor presidente, è il principio della democrazia. Sta scritto, dia un’occhiata, nella Costituzione. In America, ne avrà sentito parlare, Richard Nixon dovette lasciare la Casa Bianca per un’operazione chiamata Watergate, condotta da giovani cronisti alle dipendenze di quel grande e libero editore che era la signora Katharine Graham proprietaria del «Washington Post». Questa, tra l’altro, viene presentata come televisione di Stato, anche se qualcuno tende a farla di governo, ma è il pubblico che giudica. Nove volte su dieci, controllare, Il fatto è la trasmissione più vista della Rai. Lavoro qui dal 1961 e sono affezionato a questa azienda. Le voglio bene. Ed è la prima volta che un presidente del Consiglio decide il palinsesto, cioè i programmi, e chiede che due giornalisti, Biagi e Santoro, dovrebbero entrare nella categoria dei disoccupati. L’idea poi di cacciare il comico Luttazzi è più da impresario, quale lei è del resto, che da statista. Cari telespettatori, questa potrebbe essere l’ultima puntata de Il fatto. Dopo 814 trasmissioni, non è il caso di commemorarci. Eventualmente, è meglio essere cacciati per aver detto qualche verità, che restare al prezzo di certi patteggiamenti. Signor presidente Berlusconi, non tocca a lei licenziarmi. Penso che qualcuno mi accuserà di un uso personale del mio programma che, del resto, faccio da anni, ma ho voluto raccontare una storia che va al di là della mia trascurabile persona e che coinvolge un problema fondamentale: quello della libertà di espressione. "



P.S. Se qualcuno fosse interessato alla lettura approfondita di quei fatti, della censura attuata in quel periodo (purtroppo non così lontano) nella storia della comunicazione nel nostro Paese, suggerisco la lettura del libro di M. Travaglio e P. Gomez "REGIME" (ED. BUR).

1 commento:

Maurizio ha detto...

Mi consenta di dirle che non ho mai e poi mai pronunziato quelle parole, anzi non mi è mai passato dalla testa dirle, anzi io a Sofia non c'ero nemmeno, ero con Veronica a Tiblisi... col mio amico Putin e 4 belle sgnacchere!!!!