mercoledì 3 settembre 2008

DIEGO DE SILVA - "NON AVEVO CAPITO NIENTE"

Vincenzo Malinconico è un avvocato un po' cialtrone, napoletano, alle prese con la fine del suo matrimonio e la gestione della separazione alla quale lui non riesce a dare una valida motivazione.
Svolge una professione per la quale non si sente certo tagliato, ma che lo porterà all'imprevisto incontro con un cliente "particolare" che gli spalancherà davanti un mondo inaspettato.
E la vita sentimentale? Un macello...come tutto il resto.
Tra dialoghi surreali con se stesso, un intero universo targato Ikea ed incontri inaspettati, Vincenzo comincia ad osservare che intorno a lui iniziano a capitare cose belle.
Ma lo riuscirà a capire?
Un romanzo divertentissimo....ve lo consiglio.
DIEGO DE SILVA - "NON AVEVO CAPITO NIENTE" - EINAUDI

9 commenti:

barbara ha detto...

me lo segno ...

fumisterie ha detto...

me lo segno anch'io. Con Hornby "alta fedeltà" mi avevi dato un ottimo consiglio ;)

Lorenzo Paoli ha detto...

L'autore mi aveva incuriosito. quasi quasi....

acrimonia ha detto...

Segno anch'io, ecco :)

Tendallegra ha detto...

Sono contenta di essere riuscita ad incuriosirvi. Il primo che leggerà questo libro, mi racconti cosa ne pensa e ci chiacchieriamo un po' su insieme.

Anonimo ha detto...

io svelo la fine:" Vaffanculo, penso. Ecco quello che penso. E' questa la parola che viene spontanea quando capita che ti senti inaspettatamente felice, tutt'a un tratto."

acrimonia ha detto...

Eccomi :)
Ho fatto una fatica bestia a ritrovare il post andando a ritroso, ma quanto scriviiii ^_^
Comunque, l'ho finito ieri sera. Ci ho messo un po' a leggerlo per cause di forza maggiore, ma se avessi potuto l'avrei divorato in un giorno e mezzo, di sicuro.
Pensa: ho l'abitudine di sottolineare o segnare a margine (e "orecchiare" le pagine) i passaggi che mi piacciono nei libri. Questo l'ho preso in biblioteca, e dopo una cinquantina di pagine avevo già capito che era meglio se me lo compravo, perché l'avrei troppo "violentato".
E così ho fatto: l'ho comprato, sottolineato, segnato, sgorbiato, orecchiato. Insomma m'è proprio piaciuto, è pieno di piccole e grandi verità dette con una naturalezza che ti spiazza. La voce narrante parla d'amore, di camorra, di come si svolga un litigio con una figlia, di come certi giorni ti senti inaspettatamente fortunato, della faccia di Giustino Talento e del cane invasato con la stessa naturalissima voce di una persona qualunque che sa vedere in fondo ad ogni cosa.
Grazie Ale, buonissimo consiglio letterario ;)

Tendallegra ha detto...

@Monia: che dire?
Innanzitutto sono contentissima che tu abbia apprezzato questo libro, perchè le sensazioni che lo scritto può suscitare sono diverse da persona a persona.
Anche io i libri li vivo con la matita accanto: sottolineo, segno, fisso. Ecco perchè li compro e ne compro davvero tanti. Ma non solo per questo. Li compro anche perchè voglio che il libro sia mio, perchè non solo li conservo, ma amo rileggerli, anche tantissime volte.
Ed ora veniamo a De Silva.

Il mondo dell'Avvocato Malinconico fa riflettere con tanta ironia e, come giustamente osservi tu, passa con una tale disinvoltura dal cane isterico a O' Burzone che sei quasi spiazzato.
E poi il finale.... come ha riportato sopra la mia buona amica CARRIE (che questo libro me lo ha fatto leggere): questo VAFFANCULO liberatorio, perchè la felicità è arrivata in modo così naturale, ti ci ritrovi in mezzo, non sai come sia capitata, ma ora tocca assaporarla.
E tutto cambia.

acrimonia ha detto...

Capisco bene il tuo desiderio di avere i libri, di possederli...
Stamattina ne ho comprati tre che ancora non so dove diamine metterò (non ho più posto) e mia madre, come al solito: "Basta comprarli, dove te li metti!?"... comincerò a stiparli sotto il letto! ;D