mercoledì 14 marzo 2007

Tempi moderni



Dalla Santa Sede, ieri:


".....I futuri preti si preparino «a comprendere e celebrare la messa in latino» a «utilizzare i testi latini e a eseguire il canto gregoriano». I fedeli, invece,«siano educati a conoscere le più comuni preghiere in latino come anche a cantare in gregoriano certe parti della liturgia». Papa Ratzinger spezza una lancia per una liturgia più vicina alla tradizione e per una valorizzazione della lingua latina. Servirebbe, ha spiegato nell'esortazione apostolica post-sinodale «ad esprimere meglio l'unità e l'universalità della Chiesa» in sintonia con le direttive del Concilio Vaticano II. «Eccettuate le letture, l'omelia e la preghiera dei fedeli - si legge nel testo - è bene che tali celebrazioni siano in lingua latina, così pure siano recitare in latino le preghiere più note della tradizione della Chiesa ed eventualmente eseguiti brani in canto gregoriano»....."


Finalmente soffia il vento della novità e del ringiovanimento.

E' bello questo passo avanti verso una Chiesa che abbraccia il mondo intero.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Una statistica presentata ieri in TV ha fornito questi risultati:

Il 13% degli italiani partecipa alla Santa Messa;

Il 7% lo fa ogni domenica;

Una percentuale minima degli adulti e quasi nulla dei bimbi conosce qualcosa delle Sacre Scritture, fatti salvi i brani che appartengono alla tradizione popolare, come Natale, Pasqua e simili, mentre nell'Europa protestante, anglicana e luterana, una significativa percentuale di persone è in grado di declamare brani della Bibbia semplicemente dicendo loro il numero del versetto;

per finire, recentemente alla Santa Messa in un paese straniero alla quale partecipavo, il sacerdote ha detto semplicemente, spiegando cosa significa "conversione", : "convertirsi significa non finire come gli italiani, per i quali la vita cristiana non ha più significato alcuno perché si vergognano di essere cristiani e di manifestarlo".

Ergo, per quanto riguarda noi italiani praticanti, che dicano la messa in italiano, latino, indocinese, non cambia nulla.
Siamo rimasti quattro gatti e convinti.
Per tutti gli altri è più importante sapere i risultati della partita di calcio.
Se comunicassero i risultati in latino, tutti gli italiani lo studierebero, per sapere cosa ha fatto la squadra del cuore...

Forse il Papa ha deciso che è ora di fare un po' più di fatica anche per il Padreterno, sia nel modi di vivere che in quello di pregare.
Sarebbe facile mandare la messa sul digitale terrestre, magari abbinata alla lotteria Italia.
Allora sarebbero in tanti, ma non credo che sia questa la strada tortuosa verso il Paradiso...

Che dici, ripassiamo un po' di latino per il padreterno?
Per Totti lo farebbe una bella percentuale della popolazione...

Tendallegra ha detto...

Ciò che penso è che se le persone si sono allontanate tanto dalla Chiesa la colpa è soprattutto della Chiesa stessa.
Per la mia esperienza diretta, per quello che vedo e sento ogni giorno, se Gesù tornasse oggi (intendo fisicamente) qui in mezzo a noi, la prima cosa che direbbe sarebbe: AVETE DISTORTO IL MIO MESSAGGIO.
Nonostante siano passati appena due anni dalla morte di Giovanni Paolo II, i passi indietro sono stati tantissimi. Quelli in avanti nessuno.
E' vero, chi è credente continuerà ad esserlo, ad accostarsi ai sacramenti e quant'altro. Ma per chi è alla ricerca di un senso, anche religioso, al suo essere, certo non lo troverà nella Chiesa di oggi.
I tempi cambiano e la Chiesa non sta al passo. E con questo non intendo dire di dover fare concessioni particolari o approvare o benedire ciò che va contro la religione. E' l'atteggiamento con cui si pone che è sbagliato.

Deltagolf ha detto...

Ciao Tendallegra.

Ricordi la Rivoluzione francese?
Prima ci fu la mobilitazione popolare, poi il periodo del Terrore, poi il Grande Terrore e alla fine la repubblica.
Certo, rotolarono un po' di teste e fu antipatico, tuttavia ciò che ne nacque è il modello di tutte le moderne democrazie, qulcosa che prima non era mai esistito.
Sta succedendo la stessa cosa con la chiesa. Lo Spirito Santo ci ha mandato un uomo di grande spessore mediatico (Wojtyla), che ha mobilitato le masse.
Adesso ci manda un uomo di enorme spessore teologico (Ratzinger).
Non è terrore quello che lui sta instaurando, ma certo, come ai tempi della ghigliottina, di teste ne cadranno tante, nel senso che chi si era avvicinato alla Chiesa (non alla Fede, alla Chiesa e a un certo tipo di coinvolgimento carismatico), seguendo i canti GiovaaaanniPaooolooo e i raduni giovanili, adesso se ne allontanerà di nuovo.
Chi resterà sarà chiamato a un nuovo modello di vita cristiana, fatto di maggiore rigore, serietà, impegno e sacrificio.
I tempi della Madonna di Fatima si sono conclusi (hai notato che Suor Lucia e Giovanni Paolo sono andati via quasi insieme?) e adesso abbiamo il messaggio quotidiano della Madonna di Medjugorje, che volutamente non è ancora stato ufficializzato dalla Chiesa perché si vuole che la scelta di accogliere o non accogliere questo messaggio sia esclusivamente su base personale e non di mobilitazione planetaria.
Il messaggio è chiaro: se si vuole fare la pace e togliere di mezzo alcuni problemi ed ideologie che imbrattano il mondo di male bisogna fare fatica: preghiera, digiuno, sacrifici, grande impegno quotidiano.
Insomma, se guardi bene, il disegno dello Spirito Santo è molto chiaro.
Il tempo della religione come spettacolo mediatico è finito. Il grande Karol ha fatto la campagna acquisti; Ratzinger ha il compito (ingrato) di scegliere i migliori e farli giocare, perché possano fondare il Cristianesimo del XXI secolo.(O forse anche la grande religione unica monoteistica che raccolga Islam, Ebraismo, Cristianesimo ecc..)
Forse si renderà antipatico o quantomeno poco amato, ma il suo compito è fin troppo chiaro ai teologi e dobbiamo capirlo anche noi, se vogliamo restare da questa parte del fosso.
E' arrivato il momento in cui il germe (Chiesa) deve morire (come impatto mediatico e consenso planetario) per risorgere a vita nuova.
I primi risultati già si vedono; ad esempio i primi significativi passi sono già stati fatti: mai nessun Papa era riuscito ad avvicinare così tanto l'Islam, compreso farsi amare in Turchia invece di beccarsi un proiettile da un turco.
Altre nazioni, Cina, Spagna ecc. stanno ammorbidendo le proprie posizioni perché hanno capito che adesso non si tratta più di smuovere le folle con uno spettacolo TV più impattante, ma di confrontarsi con gente che ha convinzioni profonde.
Certo, chi dimenticherà mai il grande Karol e il suo carisma?
Ma da oggi si lavora in silenzio; sono i tempi che devono seguire la fede, non la fede i tempi.
Il resto è solo moda, proselitismo, audience.
Non lo fece Karol, figuriamoci Joseph.
Scusa per tutto lo spazio che mi sono preso, ma tra tutti i tuoi blog, questo mi sembrava quello più denso di significati.
Bacio.